mercoledì, 05 marzo 2008

Myourself

*Persona(1966) - Ingmar Bergman. *Music: Paranoid Android - Radiohead - Brad Mehldau.*

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categoria: citazioni, insomnia
mercoledì, 27 febbraio 2008

Bernini

“Carla non riesce ad aprire l’occhio sinistro. Ha l’alito cattivo, i dolori forti alle gambe. Ventisette luglio: ieri sera Carla non riusciva a ingoiare e non si reggeva sulle gambe. Io però l’ho vista in piedi. Sta perdendo le scorze degli occhi. Mi sono svegliata e Carla aveva il viso insanguinato”.

Ai piedi dell’albero c’è un tesoro. Gli alberi vedo che s’intrecciano, Titina mi dice delle condizioni di Carla, gli alberi crescono per lei. Noi preghiamo. Carla dice che ci sono 4-5 diavoli. Padre Pio, seduto in bagno, gli ha detto di seguirla.
Quinta malattia. Carla non può più poggiarsi sulla gamba sinistra. È gonfia, non riesce a fare nulla e le fa male anche molto il collo.
Sesta malattia. Ho sognato la malattia di Carla. Tutti mi compassionavano ed io entravo nel vicolo del Corpo Morto. Ho sognato anche Angioletto che provava ad aiutarci ma non ci riusciva”.

Stefania Tupputi "Diario"

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categoria: citazioni
lunedì, 25 febbraio 2008

mmmhmhm mhmhm mhmhm mhmhhm...


Ciao. Sai quasi non ci speravo che mi scrivessi. Il fatto è che lo desidero. Voglio sapere di te. Voglio stare un po’ di tempo con te. E’ come sentirsi a casa!
Quindi. Adesso sono a casa. Lo posso solo immaginare ma mi piace sentire che sto lì.
Tu stai dormendo e poiché sei calda non ti voglio svegliare. Non ti posso guardare in faccia da qui. Però ho scoperto che posso infilarmi nei tuoi capelli e respirare tutto i loro profumo. E’ bello sentire il tuo peso che mi schiaccia, le facce in TV mute fanno luce, sembrano pesci psichedelici in contrasto sui tuoi jeans e sulla mia mano. Hai il respiro regolare a tempo coi tuoi sogni, vorrei spegnere la tv, stare al buio , sintonizzarmi sul tuo respiro. Ma non voglio interrompere questo momento in cui ci scambiamo scudi come culle. Il telecomando è lontano, a due centimetri sul tavolino. Così chiudo gli occhi e mi lascio perforare dai programmi notturni di canale 5. I tuoi jeans diventano pelle e io divento buio ancorato alla tua pancia scoperta. Si fa tardi lentamente. Dovresti tirare le tende. Metterti il pigiama. Ma cosa vuoi…
Non svegliarti. Non svegliarti mai. Perché da solo al buio. Ho paura.
Non svegliarmi. Non svegliarmi mai. Perché con te al buio. Ho paura
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categoria: insomnia, mildstories
domenica, 24 febbraio 2008

Smile, Please!

Hai voglia di metterlo quel vestito/ ora/ fingi distrazione/ ma gli occhi/ mentendo un sorriso/ spaccano un desiderio/ di fragile emergenza/ d'essere vestita di quel vestito/ perchè mi piace//. Mordi il labbro e ti specchi dove/ cercandomi guardarti/ al bordo del letto/ sfilaccio/ in mano un cuore che pensa/ avido. Di te.

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sabato, 23 febbraio 2008

eggs

R I V I S T A
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categoria: manifestarsi
mercoledì, 20 febbraio 2008

L.O.V. (time to first)

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Sono le due e un quarto e non voglio. Mi struscio. Lentamente. Mi spoglio. Le pupille si allargano a macchia d’olio sul soffitto come una goccia in un piatto. Muto. Appoggio la testa sul cuscino. E’ morbido. Chiudo gli occhi. Le mie dita sbocciano sulla sua schiena. Le candele accese tutt’intorno ballano dentro le mie ciglia. Respiro più piano possibile. Sono nuda. Sfilo il reggiseno con un po’ d’imbarazzo. Guardo i capezzoli ritti come un fotogramma subliminale rapido sui suoi occhi. In bocca il sapore delle arance. Apro le gambe, inconsapevolmente. Sento schiudermi. La sensazione che farà male. Sulla sua pelle l’odore di abbronzatura. Riesco a percepire ogni minima parte del mio corpo che si agita incontrollata. Lo sento caldo che mi tocca, sono rigida. Immobile. Vorrei restare così. Ancora. Voglio sentirlo che mi tocca. Bussa. Si appoggia leggermente. Non voglio farlo entrare, vorrei fosse già tutto finito, irrimediabilmente. Ti prego non farlo. Ti prego. Restiamo così. Immobili. Perdo i sensi, completamente abbandonata al bianco del soffitto. Bagno le mie dita in bocca. Le labbra gonfie di sangue. Le insinuo nel suo sedere. Alla bocca del suo ano. Palpita, inconsapevolmente. Siamo vivi. Gocce di sudore dai capelli. La sensazione che le mie dita faranno male. Le pupille gli si allargano a macchia d’olio cadendo come gocce sulle mie. Ti prego non farlo. Indice e medio. Restiamo così. Ti prego. Ancora. Immobili. Appoggio due dita alle sue labbra. Schhhh…
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categoria: insomnia, mildstories
venerdì, 15 febbraio 2008

Scrivere... tra ali fiammeggianti

Scrivere è entrare nell'affermazione della solitudine, dove incombe la fascinazione. E' consegnarsi al rischio dell'assenza di tempo, dove regna l'eterno ricominciamento. E' passare dall'Io a l'Egli, di modo che ciò che mi avviene non avviene a nessuno, è anonimo per il fatto che mi concerne, si ripete in uno sparpagliamento infinito. Scrivere è disporre il linguaggio sotto la fascinazione, e , per mezzo di esso, in esso, restare in contatto con l'aerea assoluta, là dove la cosa ridiventa immagine, dove l'immagine da allusione a figura, diventa allusione a ciò che è senza figura, e , da forma disegnata sull'assenza, diventa l'informe presenza di questa assenza, l'apertura opaca e vuota su ciò che è quando non c'è più mondo, quando non c'è ancora mondo.

M.Blanchot, Lo spazio letterario.

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categoria: citazioni
giovedì, 14 febbraio 2008

Ascoltate!

Ascoltate!
Se accendono le stelle,
vuol dire che qualcuno ne ha bisogno?
Vuol dire che qualcuno vuole che esse siano?
Vuol dire che qualcuno chiama perle questi piccoli sputi?
E tutto trafelato,
fra le burrasche di polvere meridiana,
si precipita verso Dio,
teme d'essere in ritardo,
piange,
gli bacia la mano nodosa,
supplica
che ci sia assolutamente una stella,
giura
che non può sopportare questa tortura senza stelle!
E poi
Cammina inquieto,
fingendosi calmo.
Dice ad un altro:
"Ora va meglio, è vero?
Non hai più paura?
Sì!?"
Ascoltate!
Se accendono
le stelle,
vuol dire che qualcuno ne ha bisogno?
Vuol dire che è indispensabile
che ogni sera
al di sopra dei tetti
risplenda almeno una stella?

Vladimir Majakovskij

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giovedì, 14 febbraio 2008

caravaggio

Riflesso nel vetro il mio viso bagnato. Un viso simile a un fiore.
Come se stesse svelando segreti.

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categoria: insomnia
domenica, 10 febbraio 2008

Io non dormo sogno da sveglio i tuoi occhi e i miei nei tuoi si torcono.
- A -

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categoria: insomnia
domenica, 10 febbraio 2008

30414_300

 Aspetto una ninfa che è solo passata con la sua ombra sulla mia pelle

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venerdì, 05 maggio 2006

Fusione e trasferimento.

Il Blog si sposta su piattaforma WORDPRESS e diviene un sito (quasi).
Parte dei contenuti presenti su questo blog verranno spostati. Subito dopo questo blog verrà chiuso. Anzi lasciato qui ad ammuffire, come a testimoniare del nostro passaggio. Documento incontestabile della nostra venuta. Impugneremo questo blog di fronte ai tribunali di tutto il mondo per dire: Noi c'eravamo!

[un folle dentro un cassetto]

 

www.eggs.altervista.org
BLOG/SITO: www.eggs.altervista.org/blogW  

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martedì, 31 gennaio 2006

Lettera ai direttori dei manicomi

 Signori,
le leggi e il costume vi concedono il diritto di valutare lo spirito umano. Questa giurisdizione sovrana e indiscutibile voi l’esercitate a vostra discrezione. Lasciate che ne ridiamo. La credulità dei popoli civili, dei sapienti, dei governanti dota la psichiatria di non si sa quali lumi sovrannaturali. Il processo alla vostra professione ottiene il verdetto anzitempo. Noi non intendiamo qui discutere il valore della vostra scienza, né la dubbia esistenza delle malattie mentali. Ma per ogni cento classificazioni, le più vaghe delle quali sono ancora le sole ad essere utilizzabili, quanti nobili tentativi sono stati compiuti per accostare il mondo cerebrale in cui vivono tanti dei vostri prigionieri? Per quanti di voi, ad esempio, il sogno del demente precoce, le immagini delle quali è preda, sono altra cosa che un’insalata di parole?
Noi non ci meravigliamo di trovarvi inferiori rispetto ad un compito per il quale non ci sono che pochi predestinati. Ma ci leviamo, invece, contro il diritto attribuito a uomini di vedute più o meno ristrette di sanzionare mediante l’incarcerazione a vita le loro ricerche nel campo dello spirito umano.
E che incarcerazione! Si sa - e ancora non lo si sa abbastanza - che gli ospedali, lungi dall’essere degli
ospedali, sono delle spaventevoli prigioni, nelle quali i detenuti forniscono la loro manodopera gratuita e utile, nelle quali le sevizie sono la regola, e questo voi lo tollerate. L’istituto per alienati, sotto la copertura della scienza e della giustizia, è paragonabile alla caserma, alla prigione, al bagno penale.
Non staremo qui a sollevare la questione degli internamenti arbitrari, per evitarvi il penoso compito di facili negazioni. Noi affermiamo che un gran numero dei vostri ricoverati, perfettamente folli secondo la definizione ufficiale, sono, anch’essi, internati arbitrariamente. Non ammettiamo che si interferisca con il libero sviluppo di un delirio, altrettanto legittimo, altrettanto logico che qualsiasi altra successione di idee o di azioni umane. La repressione delle reazioni antisociali è per principio tanto chimerica quanto inaccettabile. Tutti gli atti individuali sono antisociali. I pazzi sono le vittime individuali per eccellenza della dittatura sociale; in nome di questa individualità, che è propria dell’uomo, noi reclamiamo la liberazione di questi prigionieri forzati della sensibilità, perchè è pur vero che non è nel potere delle leggi di rinchiudere tutti gli uomini che pensano e agiscono.
Senza stare ad insistere sul carattere di perfetta genialità delle manifestazioni di certi pazzi, nella misura in cui siamo in grado di apprezzarle, affermiamo la assoluta legittimità della loro concezione della realtà, e di tutte le azioni che da essa derivano.
Possiate ricordarvene domattina, all’ora in cui visitate, quando tenterete, senza conoscerne il lessico, di discorrere con questi uomini sui quali, dovete riconoscerlo, non avete altro vantaggio che quello della forza.

Antonin Artaud 

fonte:     http://www.ecn.org/antipsichiatria/antipsihome.html           

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venerdì, 14 ottobre 2005

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domenica, 09 ottobre 2005

un momento fa

Sono tornato a casa e ti ho scritto. Per la prima volta.

Ricordo solo nuvole e capelli e, mani vicino ai tuoi occhi neri più della notte. La tua carne blu corrusca così densa da restare immobili.

La polizia era arrivata. Non mi hanno nemmeno visto o, pensano che sia colpevole. Poi sono arrivati gli altri che chiedevano e già inventavano una storia su di te e su di me, come hanno fatto quasi tutti i nostri amici. Lo sai che è così. Ci parlavano dietro e anche ora li sento nelle loro camere, ignoranti, che ci guardano come una coppia ormai finita.

Bè auguri. E’ finita davvero.

Rimane il tuo corpo che non è più tuo ormai, l’hai dato svestito in pasto alla gente. Possono fare di te ciò che vogliono ora. Non mi importa più.

E tutti a chiedere : cos’è successo, cos’è successo.

Nulla è successo.

Che manichino che sei. Vergognati. Ti passa a fianco l’asfalto e tu sei tutta svestita, carne e sangue, e qualche cosa che assomiglia a un vestito da sera, grigio a brandelli, misto a carne rossa come le tue labbra. Ti sei truccata pesantemente. Appari un tantino sconosciuta.

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giovedì, 06 ottobre 2005

Alice si riposa

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giovedì, 06 ottobre 2005

whre i end & you begin

there's a gap between
there's a gap where we meet
where i end and you begin

and i'm sorry for us
the dinosaurs roam the earth
the sky turns green
where i end and you begin

i am up in the clouds
i am up in the clouds
and i can't and i can't come down

i can watch and can't take part
where i end and where you start
where you, you left me alone
you left me alone.

X' will mark the place
like parting the waves
like a house falling in the sea.

i will eat you alive
i will eat you alive
i will eat you alive
i will eat you alive

there will be no more lies
there will be no more lies
there will be no more lies
there will be no more lies

radiohed, Hail to the thief, 2003

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giovedì, 06 ottobre 2005

Prossimamente EggS 04.00

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lunedì, 03 ottobre 2005

.: WHERE :.

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lunedì, 03 ottobre 2005

Senso Compiuto

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categoria: poesie